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FUJE FILUMENA

15 apr 2016

Nun si nisciuna... Nun si nisciuna... Si nu malaffare...
Na femmina e tre sorde, na puttana!
Ricordatelo sempre...
Si malacarne...

Una riscrittura al “maschile” del mito di Filumena Marturan che apre scenari assolutamente inediti su un mondo già ampiamente frequentato da grandi autori, ma in riferimento al genio di Eduardo ricontestualizza in maniera inevitabilmente tragica e comica allo stesso tempo – come sempre fa la napoletanità fosse proprio col mondo dei travestiti - una storia di dolore e di sberleffo, di amore e risentimento, di patimenti e vendette.
Il testo gioca sul filo del rasoio, sposta il baricentro mettendo in evidenza la distanza tra due “signorine” di epoche diverse: quella di oggi che vive in un contemporaneo di “munnezza”, alienazione, rassegnazione, ignoranza, angoscia; e quella della favola borghese Eduardiana, un archetipo che pare ormai lontano.

NOTE DI REGIA

Cosa succederebbe se la Madonna non avesse risposto a Filumena nella scena clou del dramma Eduardiano? Come avrebbe reagito Filumena a quel mutismo? Come si sarebbe svolto il dramma senza alcuna risposta? “E figlie so figlie” fa dire eduardo alla domanda decisa che Filumena porge alla madonna quando impreca urlando “Sto parlanno cu te… Rispunne!!!”
E proprio in questo vuoto in quest’assenza che sempre mi tornava alla mente guardando e riguardando, leggendo e rileggendo Filumena Marturano, proprio in quest’assenza che nasce Fuje Filumena, un’opera provocatoria, dissacrante, unica, che vuole umanizzare, sporcare, portare ai nostri livelli un mito, un’icona, una “Santa” del teatro del novecento italiano e mondiale. Un ulteriore volteggio di questa Filumena consiste nel fatto che lei non è più una donna di malaffare ma è un’uomo, un trans, “nu femmeniello”, come si dice a Napoli, che percorre parallelamente le vicende della “mamma delle mamme” per cadere rovinosamente a terra perché non ha diritto ne’ possibilità di avere una famiglia come tutte le altre.


5.0
fuje filumena